La storia

Nata ufficialmente il 3 febbraio 2001, l’Associazione Culturale Italo Giapponese Fuji è sempre stata fedele al suo nome ふじ FUJI. Scritto in hiragana, il termine “FUJI” sta ad indicare in giapponese sia il celeberrimo Monte Fuji, sia la pianta del glicine. Come ogni monte, il Monte Fuji è un ponte ideale tra la terra ed il cielo. Il glicine, poi, mentre simboleggia la longevità e riporta all'immortalità, per la sua conformazione e per il suo processo di crescita tende a congiungere e ad avvolgere realtà diverse creando punti di contatto tra elementi anche lontani tra loro. Anche il glicine, quindi, richiama alla mente l’immagine del ponte che, in senso antitetico all’immagine del muro, è sempre sinonimo di collegamento, connessione, contatto, trait d'union, sostegno, comprensione, unione, solidarietà.

Primo HANAMI di Fujikai, presso Monastero di S. Bartolomeo (Serle), il 22 aprile 2001

La nostra Associazione, nei suoi oltre quattro lustri di storia, durante i quali si è sviluppata ed ha continuato a svolgere la sua missione di “ponte”, ha messo in contatto anzitutto le famiglie italo giapponesi che l’hanno fondata ed hanno lasciato l’imprinting per le generazioni successive dei soci. Questi, nel tempo, hanno stretto vincoli di amicizia duratura, a volte hanno potuto scoprire addirittura un partner per la loro vita ed hanno approfondito conoscenze e valori propri della cultura italiana e giapponese. Per alcuni l’Associazione è stata anche il primo passo per trasferirsi stabilmente in Giappone, per iniziare un’attività che dura tuttora, per diventare a loro volta “ponti” tra la cultura giapponese, italiana e di altri popoli.

Il BŌNENKAI del 2018, il 15 dicembre 2018

Scorrendo i ricordi di vita associativa che si affollano nella mente, non si riesce a contare gli incontri e le collaborazioni con altre associazioni, organizzazioni e istituzioni che hanno portato a un arricchimento umano e culturale reciproco, con ricadute positive fra la popolazione presente nel nostro territorio. Tanti sono stati i gruppi di artisti, i cori, le orchestre, i giovani e i ragazzi che, grazie al ruolo di ponte della nostra Associazione sono venuti dal Giappone in Italia e, qualche volta, anche in direzione contraria. L’ospitalità delle nostre famiglie nei confronti di questi gruppi e la disponibilità degli individui ha permesso uno scambio profondo a livello umano e formativo. È stato così possibile per l’Associazione portare il proprio piccolo mattone per la realizzazione del desiderio più ardente dell’umanità: una maggiore comprensione tra i popoli e in definitiva la pace.

Il coro giovanile del liceo “Kozukata” di Iwate a Brescia, il 31 marzo 2016

I corsi di formazione, le varie manifestazioni, gli eventi straordinari o ripetitivi, gli articoli e i libri pubblicati, solo in piccola parte documentati dalle immagini o testi di questo sito internet, sono stati anch’essi strumenti per mettere in contatto realtà lontane. Le attività svolte dall’Associazione hanno avuto un’influenza positiva nell’ambito del dialogo culturale italo giapponese anche al di là dei ristretti confini in cui essa opera. E questo, con soddisfazione, è stato riconosciuto anche a livello istituzionale, in special modo mediante l’attestato e la targa di onorificenza concessi dal governo giapponese alla nostra Associazione per “aver contribuito ad incentivare le relazioni di amicizia tra il Giappone e numerosi altri paesi e a promuovere gli scambi culturali tra l’Italia e il Giappone…”.

Rosario Manisera e l'Associazione Fuji ricevono le onorificenze conferite dal governo del Giappone, il 12 dicembre 2017